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Solito intro...
io e il
vecchio Franco dei Violence Call arrivati a Milano (e compratomi il legno
magico per farmene una chitarra eheheh), siam passati alla nostra
"Residenza" per lasciare valigiami vari e procedere per la
vestizione. Alle 18.45 siamo arrivati all'Alcatraz senza biglietto x il
concerto... ci mettiamo in fila dietro una sessantina di persone che erano la
da prima di noi. Dopo pochi
minuti di fila compare il solito testa di kazzo che cerca di
rifilarci biglietti taroccati a prezzi "concorrenziali".
Personalmente preferisco pagare legalmente il biglietto di un concerto, in modo che i
soldi arrivino al gruppo piuttosto che ad uno
sbandato che si approfitta di eventi come questo... Colpito da discreto
inkazzo, ho preso uno di quei Taroc-biglietti e
mettendolo affianco a quello di un brother che l'aveva comprato alla
prevendita ho fatto notare l'assenza del timbro a caldo SIAE e ce abbiam
mandato a quel paese il furfantello... dopo questa "buona azione" in pochi minuti
abbiamo scavalcato quasi tutta la fila senza problemi... Dentro il locale
abbiamo fatto i biglietti, messo i giubbotti nel guardaroba e con una breve
corsetta eravamo come al solito la... in prima fila attaccati alle
morbidissime transenne metalliche sotto il palco.
Nella mezzora
seguente abbiam conosciuto un ragazzo dei pressi di Pavia che ci ha incantato
narrandoci le sue imprese al Wakken...
Alle 20.00
puntualissimi salgono timidamente sul palco i Guilty Method, band proveniente
da Varese avente il difficile compito non solo di aprire ai Nevermore, ma di
sostituire gli Arch Enemy... Il gruppo eseguirà 40 minuti
circa di ottima musica, un genere che io apprezzo molto, un misto di hard e
progressive molto moderno e ritmato, simile ai Porcupine Tree nel disco "Futile".
La sessione ritmica del gruppo è stata sicuramente il punto forte,
infatti batterista e bassista han mostrato senza eccedere coi virtuosismi la
loro grande attitudine nel suonare lo strumento. Il cantante, un po' timido all'inizio, ha saputo coinvolgere piccola parte del pubblico anche
grazie al supporto fornitogli dal violinista(!)... un po di sfortuna invece ha
colpito il chitarrista che... ha rotto la corda dopo la prima canzone...
anche se grazie all'aiuto del tecnico dei Nevermore ha rimediato in un paio di
minuti... i suoni durante il loro show sono stati ottimi addirittura migliori
di quelli avuti dai Nevermore nelle prime 2 o 3 canzoni. Dev'essere che i
suoni vanno inversamente proporzionali alla potenza!
Alle 20.45
avevano già lasciato il palco... ma prima delle 21.30 dei Nevermore nemmeno
l'ombra, certo tranne quando per un paio di secondi si è affacciato Warrel Dane
dalle quinte.
Dopo una "veloce" controllatina degli strumenti fatta dal tecnico
delle chitarre, montata la splendida scenografia, inizia a martellarci le
balle un letale loop elettronico. Altri 10 min di loop
e poi i cinque ragazzi americani salgono sul palco. Raggiungono la loro
postazione, non un parola, non un secondo di attesa, parte una megalitica
Narcosynthesis. La presenza sul palco è stata sicuramente la cosa che più mi
ha colpito dei ragazzi, certo dopo la lunghezza dei capelli dei membri biondi
del gruppo. In particolare il grande Warrel ha preso il pubblico durante la
prima canzone e non l'ha lasciato fino alla fine dello spettacolo! il più
mobile sul palco è stato il secondo chitarrista, niente poco di meno che un
metallaro DOC di nome Steve Smith (si lo stesso di Testament e Dragon Force) ,
fornito della solita criniera biondissima, ha cantato tutte e dico tutte le
canzoni a squarciagola. Il Jim (bassista) aveva un look diverso dagli altri e
uno sguardo agghiacciante, ha mostrato di cavarsela egregiamente sia col
plettro che con l'uso delle dita... senza parole la prestazione di Jeff Loomis,
velocissimo, pulitissimo protagonista delle 6, pardon, 7 corde. Alla batteria
il grande Van Williams ha martellato con estrema perizia ogni singolo riff
senza mostrare cedimento, davvero bravissimo, un maestro. La scaletta ha
compreso pezzi da tutta la discografia del gruppo. Secondo brano suonato è
stato Poltics Of Ecstasis seguito da da un altro pezzo dello stesso album. Per
la gioia della maggior parte dei paganti, Dead Heart in a Dead World è stato
suonato quasi interamente, ma non sono mancati nemmeno pezzi tratti dal loro
ultimo lavoro quali l'omonima Enemies Of Reality, Who Decides, la sentitissima
Tomorrow Turn Into Yesterday e così via...
Dopo la prima
manciata di canzoni, un fan ha lanciato sul palco la classica maschera bianca
che è stata subito indossata da Warrel; vederlo cantare da mascherato è
stato particolarmente impressionante e l'ha tenuta indossata per quasi
un'intera canzone... sempre la suddetta maschera è stata poi più volte
indossata anche da Jim e una volta se non sbaglio anche da Steve.
Notevole
davvero era la loro strumentazione... oltre la carrellata di chitarre ESP, il
loro palco poteva contare su due enormi testata+cassa Mesa collegati in stereo
con un'altra cassa Marshall. L'effettistica era praticamente la medesima per
entrambi i chitarristi con qualcosa in più per Loomis. Il gruppo ha
effettuato uno show suddiviso in 3 spezzoni di pura distruzione. Dopo la prima
pausa le luci si sono riaccese illuminando Jim seduto davanti ai monitor: lui
sorride e imposta subito l'arpeggio di Dead Heart In A Dead World che dopo
l'ingresso delle chitarre distorte si evolve in Believe In Notthing. E' il
momento dei pezzi "lenti" e acustici di Dreming Neon Black e del
Solito Dead Heart... Segue una piccola pausa per tutti i Nevermore escluso
Loomis che si concede un piccolo spazio di velocissimi guitar solos. Dopo i
primi licks, (intervallati da brevi pause per carpirsi gli applausi) compare
anche Steve che ha contribuito ad aizzare il pubblico incitandolo ad
applaudire ancor di più gli assoli di Loomis, e questi poi ha indicato
proprio Steve invitandolo ad eseguire qualche assolo. arriva presto il momento
di The River The Dragon Has Come suonata perfettamente pure
nell'armonizzazione del splendido assolo a due chitarre, a confermare la
potenzialità tecnica dei Nevermore. Cosa unica dello spettacolo è stato
vedere che chi decideva di oltrepassare le transenne e riusciva a dribblare i
4 ragazzi della security veniva letteralmente issato sul palco da Warrel Dane,
che con quei ragazzi ha anche condiviso qualche ritornello . Uno di essi si è
pure appostato davanti alla batteria ottenendo una bacchetta autografata.
Piccola nota: il pubblico ha incitato e accompagnato con head bending tutte le
canzoni, ma praticamente non ha mai pogato, strano vero? Mai stato tanto
comodo in prima fila!
Come
potete vedere nelle foto, c'è stato pure uno spazio per niente poco di meno
che Cristina Scabbia dei Lacuna Coil... oramai ovunque ci sia un concerto c'è
anche lei; ha duettato per una canzone assieme a Warrel... bei momenti... sia
per il pubblico che per Warrel!! Dopo due ore abbondanti di spettacolo, e dopo
una ferocissima The Sound Of Silence il gruppo lascia il palco
definitivamente... Warrel scende dal palco e stringe la mano a tutta la prima
fila compreso noi... i chitarristi lanciano i plettri e il batterista le
bacchette...
Passata
un'oretta dalla fine, all'uscita dell'Alcatraz le star della serata
escono assieme ai Lacuna e al grido di "SAMBUCAA" loro che possono
permetterselo firmano qualche autografo.
Poi via verso
la prossima tappa del loro tour europeo...
alla
prossima...
Sk.
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