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Piccolo evento per chiudere
la stagione delle rassegne estive, "Rock For Iraq" è stato
organizzati dall'Unicef col patrocinio del comune e fa parte di una serie di
eventi organizzati in favore dei bambini colpiti dal conflitto. L'intero incasso
della serata è stato devoluto in beneficienza. La presenza di pubblico è stata
a mio avviso buona e questo fa ben sperare sugli incassi della serata.
Il concerto doveva iniziare
alle 21... ...Alle
22.10 circa salgono sul palco i TOYS primo gruppo della serata. Propongono un
efficace Crossover-MetalCore suonato con precisione. Particolare nota merita il
cantante per presenza scenica e per capacità esecutiva dei pezzi. Primo pezzo
eseguito è stata la cover dei Hatebreed "I will be heard", seguito da
"Tat twam asi" degli Earthtone9. E' a partire da questo secondo brano
che i suoni sotto il palco migliorano nettamente, "normalizzandosi" il
volume di voce e chitarre. La formazione, validissima, mancava di un po di
affiatamento in sede live, ma la cosa è dovuta ad un lungo periodo di silenzio
del gruppo prima della serata di sabato... la scaletta continua con "Headup"
dei Deftones, "Rot" dei Dry kill logic e un ultimo pezzo degli Earthtone9:
"Grind and click". Secondo
gruppi della serata erano i NEGATIVE
CREEP, già noti alle cronache del nostro
sito. E' stata la prima volta che ho potuto vederli in azione con Andrea alla
voce e devo dire che sono rimasto piacevolmente impressionato per loro potenza e
presenza; sicuramente con questa formazione possono fare molto bene. Il gruppo
ha proposto vari brani del loro nuovo e vecchio repertorio, contraddistinti
sempre dalla maniacale precisione nella sezione ritmica. Tutti i pezzi sono
stato come da tradizione grintosamente presentati da Antonio Corso il quale
(come il secondo cantante dei Toys) non ha potuto usufruire del secondo
microfono perchè "assente nel service (!)". Particolarmente azzeccata
l'idea di concludere lo show con la cover "We Are A Satan Generation"
degli Impaled Nazarene, cantata assieme dal cantante Andrea, assieme ad Antonio
e Terragon degli Infernal Goat. Il
terzo gruppo a salire sul piccolo palco del Palatiscali sono gli AITHUSA
risultati
forse penalizzati dal fatto di proporre un genere molto diverso da quelli
proposti dalle altre formazioni. Hanno comunque esibito un piacevole e tecnico rock
settantiano con nette influenze Hendrixiane, cantato femminile e sezione ritmica
curatissima. A parte qualche forse emozione iniziale, il gruppo ha subito preso
padronanza del palco dimostrandosi originale e a suo agio sia nelle cover che
nei propri pezzi (se qualcuno di voi può mettermi in contatto con i LS mi
faccia sapere!!). Purtroppo non ho avuto modo di chiacchierare con loro e non so
dirvi molto altro, spero di poter rimediare in futuro! E'
poi il turno dei DAMNED
SOULS, formazione algherese che propone tradizionali
pezzi hard rock quali Paranoid, Mr. Crowley, Highway Star e così via. Ottima
l'esibizione fosse per qualche stecca del chitarrista e alcuni acuti del
cantante a mio timidi avviso un po fuori tono... La formazione ha comunque
mostrato grande attitudine e confidenza col palcoscenico, doti queste che hanno
fatto ben apparire il quintetto agli occhi di tutti. Notevole durante la loro
esibizione il coinvolgimento del pubblico, appena infatti i DS sono saliti sul
palco si sono alzati dalle sedie (...si un concerto rock con le sedie...) una
decina e più di supporters che hanno trascinato sotto il palco tutti gli altri
kids e defenders presenti. Peccato tale accoglienza non sia stata la stessa per
tutti i gruppi... Ultimo
gruppo in scaletta sono i VIOLENCE
CALL, che hanno proposto il consueto
massacrante show caratterizzato dal loro potente e veloce thrash metal.
Oltre che proporre l'intero repertorio fatta l'eccezione per l'omonima "Violcence
Call" (un po ci manca sentire dal vivo FURY IS MY NAME!!!), il gruppo ha
suonato anche "Raining Blood"degli Slayer acclamatissima dal pubblico
e il classico pezzo "For Whom The Bell Tolls" dei Metallica cantato a
squarciagola dal pubblico al quale il frontman Stefano Galeano soleva porgere il
microfono. Proprio Stefano ha meritato i complimenti di tutti tenendo il palco
in ottima maniera e coinvolgendo i presenti. Sempre impeccabile dietro le pelli
il buon Daggot, il sudore del quale è stato visto "gocciolare dal
palco" come hanno riferito poi alcuni presenti. in
conclusione è stata un'ottima serata, con un buon pubblico che non ha deluso
sicuramente l'organizzazione... speriemo
di aver dato l'ennesima prova alle varie giunte ed organizzazioni concertistiche
che vale davvero la pena di investire sulla scena musicale ROCK suonata
dai più giovani! alla
prossima SK
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