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L'edizione 2003 dell'Osilo Music Festival si è rivelata molto interessante,
soprattutto grazie alla risposta, quasi insperata, del pubblico, accorso
numeroso non solo alla rassegna, ma a tutta la tre giorni del SAM. Questo fatto,
insolito ad Osilo, ha contribuito ad arricchire la scenografia del concerto,
conferendole quel calore di chi partecipa attivamente all'esibizione dei gruppi.
Gli applausi non sono mai mancati, anche per quelle formazioni che hanno un po'
stentato. Diamo dunque il merito al pubblico di Osilo di aver reso il Festival
degno di nota. Da non dimenticare assolutamente anche l'apporto dei presentatori
che, sebbene abbiano a volte ecceduto in errori e retro-front, si sono
dimostrati all'altezza del compito sfoderando anche un'ottima confidenza con il
ruolo svolto. L'edizione 2003 ha avuto come obbiettivo quello di diversificare
le serate di Osilo, dandole un tocco giovanile pieno di vitalità con la
voglia di emergere dei ragazzi. Eliminata nelle selezioni tutta quella serie di
gruppi perditempo e poco seri, si son viste formazioni molto ambiziose, anche se
piè¹ meno sincronizzate, pulite o originali. L'eterogeneità della
manifestazione rappresenta un'altra delle novità del 2003, infatti la
serata è stata teatro di molti generi, dalla musica leggera al thrash metal.
Dopo un bel inizio di karaoke, in cui le ragazze della sala musica comunale si
esibivano davanti ai propri familiari e al pubblico (che le supportava
maternamente), abbiamo assistito all'esibizione dei Colt, vincitori
incontrastati di questa edizione: Con il loro Hard Rock anni '70/'80 hanno
infiammato la folla, ribadendo la loro necessità di ascoltare un genere
diverso dalla musica commerciale, che fa da regina nei locali piè¹ comuni.
Canzoni come "Into the Fire" (Deep Purple), eseguite con una buona
precisione (qualche errorino di troppo sugli attacchi) hanno creato una sorta di
macchina del tempo per il pubblico che, volentieri, si è lasciato trasportare,
decretando con la giuria la loro vittoria. Bruno Poddighe, chitarrista e
frontman della formazione, ha infatti piè¹ volte denotato come la risposta del
pubblico sia stata importante per loro, per proseguire nella strada che i Colt
intrapresero solo da tre mesi prima della serata del 30 Agosto 2003. Non male.
Gruppi come i The Answer e i Via Fax che, sebbene diversi (i primi
suonano Rock, gli altri leggera), si fanno strada nella musica italiana, sono
apparsi molto quadrati e con una buona esperienza, mostrando come il talento
alla chitarra di Gabriele Carboni (The Answer: ha un'ottima dimestichezza negli
assoli ed in generale una buona padronanza) e di Angelo Brundu alla voce (Via
Fax) vadano coltivati con attenzione. I The Answer hanno portato canzoni di
Luciano Ligabue e dei Litfiba, eseguendole con precisione e senza renderle
piatte. I Via Fax, "capitanati" da Roccia (Salvatore Cuccuru) hanno
sfoderato tutta la loro simpatia eseguendo alcuni pezzi loro (merito all'originalità )
molto ben congegnati. I Kuntra, ragazzi un po' controcorrente, hanno
invece graffiato le orecchie del pubblico con le loro distorsioni piene di
rabbia, curandole poi con il loro bisogno di una Sardegna come nazione e priva
di condizionamenti esterni, con i loro testi coloriti di significato e
incitamenti alla "ribellione". Un discorso, infine, contro le scorie,
ha poi messo la ciliegina sulla torta alla, tutto sommato, buona esibizione
della formazione Kombat-Oi di Sassari. I Violence Call e i Wolfheart, gruppi
rispettivamente Thrash e Heavy Metal, diversi per propositi e per significato,
hanno invece infiammato la platea con le loro distorsioni potentissime e piene
di cattiveria. Partendo dai Wolfheart, esibitisi per primi, abbiamo
notato uno dei classici casi in cui si dimostra come sia difficile costruire un
gruppo ed amalgamarlo. Il risultato è un gruppo di ottime individualitè
(Marco Arru alla chitarra in primis) ma con poco sincronismo, sia a livello
ritmico che di suoni. Suoni talmente poco curati (anche per colpa del service)
che il basso è risultato inutile, cosi come la cassa della batteria. La voce di
Luigi Casula, a causa dei volumi stessi e della inaccurata gestione del
microfono, ha a volte dato perfino fastidio. Ottimo invece l'intro epico, preso
dal sacco delle opere di Basil Poledouris, ovvero Anvil of Crom [era la prima
volta dal vivo per i WolfHeart]. A differenza di questi ultimi, invece, i Violence
Call hanno mostrato la loro completezza in quanto a ruoli, anche se questo
non vuol dire che i suoni siano stati perfetti. Le loro canzoni sono risultate
piè¹ comprensibili, complesse e fantasiose. Da denotare l'abilitè con
il doppio pedale di Alessandro Puledda, che anche con le mani non è male. La
voce di Stefano Galeano, unita al basso di Roberto Pinna ed alla chitarra di
Franco Fois (fantastica come presenza scenica) ha decretato la seconda posizione
di questo gruppo, resa ancor più importante dall'ostilità del pubblico
nei confronti di questo genere, spesso ostico ed incompreso. Questi due gruppi
hanno dato un forte scossone alla serata, che poi, a livello di potenza sonora, è
andata "scendendo". E proprio dopo i Violence Call il pubblico ha
potuto gustare l'ottimo rock/blues dei The Makers, un gruppo molto buono
proveniente da Sassari. I The Makers, composti dall'ottimo chitarrista/cantante
Renzo Rubattu, dall'altrettanto bravo Fabrizio Ortu e dal promettente batterista
Paolo Casedda, hanno sfoggiato dei pezzi appartenenti alla storia del rock,
eseguendoli inoltre con ottimo sincronismo. La quadratura del gruppo è il
simbolo della terza posizione. La serata si è conclusa con l'esibizione degli Scythe
of Death, gruppo prog-power metal di Osilo e dei Flab di Alghero.
Questi ultimi si sono rivelati il gruppo meno in forze della rassegna. La
monotonia dei pezzi, la voce poco orecchiabile e l'ora tarda hanno contribuito a
rendere scialba l'esibizione di questo giovane gruppo di Alghero, che però ha
mostrato un ottimo Graziano Brau alle tastiere. Gli Scythe of Death, anche se
non alla loro esibizione migliore, hanno mostrato la loro quadratura, i loro
sincronismi "quasi" perfetti e una buona padronanza del proprio
strumento da parte di Andrea Satta al basso e Andrea Brundu alla batteria. Ma
proprio la loro scarsa emotività, l'eccessiva freddezza nell'esecuzione e
l'assenza di un cantante non hanno certo giovato alla Falce della Morte (nome
tradotto...), tenendoli lontani dalla terza posizione. La serata poi è andata
concludendosi con un'esibizione/saluto dei Restless Soul (rappresentati
solo dall'autore dell'edizione 2003 Marco Piu e Salvatore Luzzu), lontani due
milioni di anni dalla loro forma migliore, a causa dell'assenza di Simone Spissu
alla chitarra ed alla presenza di due sostituti provvisori alla batteria e al
basso (rispettivamente Giulia Mameli e Gianfranco Delogu). Credo dunque che
questa edizione sia da considerarsi positiva, anche in rapporto agli anni
passati, rispetto ai quali, a livello organizzativo, c'è stata una crescita.
Marco Piu [Organizzazione SAM]
Sabato 30 Agosto, Osilo, S.A.M Festival
La scaletta ci vedeva penultimi. In questo concerto ho avuto problemi con la chitarra molto gravi, non tanto
per il concerto ma sopratutto per la chitarra, anzi non per la chitarra ma per le pedaline. Apparte l'umidità da cui è stata colpita insieme alla tastiera
di ^Hammond (^Hammond la asciugata io ovviamente mi sono accorto che la chitarra era bagnata al momento di suonare)
Apparte l'effetto da guerra e l'equalizzazione della voce che poteva andare bene forse per topolino pippo o pluto, il jack femmina della pedalina dove entra il cavo della chitarra si è rotto, cosi quando le sommavo al posto di fare piu casino si abbassava addirittura di volume!
Bene! Per non parlare del suono! Cmq ho imparato una cosa, vi auguro che non vi succeda mai una cosa simile, ma se vi succede non perdetevi d'animo! La ritmica suonatela con una motozzappa, buttate via pletri e pennine, usate monete da 2 euro, tanto se il jack non fa contatto il suono fa gia cosi schifo che non potete peggiorarlo e quando fate un solo uccidetevi! , se volete che si senta, suonate frasi lente (in modo che almeno si distingua un
po). Insomma non solo dovevo muovere le dita cautamente perchè cera la tastiera della chitarra bagnata ma anche un suono del
cazzo a prescindere da come suonassi! Non mi resta che fare come dicono i saggi "esulta nei momenti negativi"
SIIIIIIIIIIIIIIII SIIIIIIIII !!!!!!! COSIIIIIIIII!!!!! SIIIIIIIIIII! Il pubblico ha cantato tutta "Sweet Home Chicago" ed "Hey Joe"... "Benzina mia" (mp3
downlodabile) è stata quella che è uscita meglio. Personalmente mi vergogno come un cane del nostro pezzo... che non faccio scaricare nel sito perchè ho ritrazione... ascoltate quello di cossoine o la versione in sala prove :)
Del Perchè il pubblico abbia cantato sweet home chicago ci siamo dati una spiegazione:
Voce: ihih Con un effetto di risonanza da battaglia simile condito con un equalizzazione da pazzi è impossibile (ma il flat non lo usano piu i fonici?).. poi al momento di fare i suoni tutti avevano un po il pepe al
culo...
Batteria: boh... lui dice che non sentiva un cazzo...
Basso... abbastanza tranquillo,
Tastiera... è lui che ha salvato la canzone!!!
La canzone più bella della serata è stata "Benzina Mia", la migliore sotto tutti i fronti! Forse perchè come canzone è un casino! :) Forse perchè qua tutti i danni a voce chitarra e batteria che non sentiva sono stati superati senza problemi dal nostro atteggiamento "alla come cazzo viene) E qui rigraziamo il fonico per averci fornito suoni orribili...
E' stata umoristica al punto giusto grazie al grazione e la chitarra si sentiva bene xchè ho messo tutti i potenziometri a bomba! Ha coperto il vuoto della chitarra con tutti gli effettini della tastiera Ci sono stati assoli di treni in corsa e dell'ingenier Cane, hanno partecipato cani, gatti e bambini (ai curiosi il download del video).
La vittoria della serata è stata dei Colt, gruppo di cui ovviamente io ne avevo pronosticato al vittoria! Troppo Forti!
Concludendo si poteva fare molto meglio. Peccato per i vari danni Ricordiamo l'assolo di ^Hammond in Sweet Home Chicago e "l'improvvisazione" di Daniele, e, come in tutti i concerti, il finale di 3 ore e 16 minuti di Hey Joe di Claudio! :)
Gli errori piu brutti che abbiamo fatto sono stati: l'assolo dei treni a vapore era un semitono sotto
^Hammond si è dimenticato di attivare il ritmo tribale della giungla
Per quanto riguarda gli altri gruppi non ci vogliamo dilungare molto.. riporto giusto alcuni commenti che mi sembrano doverosi dato che non abbiamo suonato solo noi
Per quelli che hanno fatto Rock Italiano... The Makers se non mi ricordo male (non fate affidamento) vorrei il vostro poster in camera mia ... siete grandi... l'unico gruppo che ho sentito (con una solo chitarra) che fa mama maè benissimo.
Per i violence call ... con tutto che il genere non è tra i miei preferiti..... il batterista è un mito!!
Per quel gruppo che ha suonato alla fine, che manco ricordo il nome, un po scarni, la batteria troppo da "Batterista autodidatta" e priva di fantasia, il cantante non ci è piaciuto (in particolare alla famiglia brau) ... mi stupisce che padre e figlio convengano spesso nelle stesse preferenze. Non (h)abbiamo capito se hanno suonato pezzi loro o cover cmq non finivano mai. Poi nel cd che ci hanno spedito manco li abbiamo trovati, forse non è bastato il cd.
Per i via fax.... siete dei geni, altro che urla rutti e amici... e niente canzoni da spararsi in testa! continuate cosi.
Per il gruppo che cantava in sardo... bravi, seri, mai sentito niente di simile.
Colt.... per il cantante chitarrista con la strato bianca: genio tu e genio tuo fratello...
Bo basta scrivere.
se volete supportare il mio gruppo inviatemi pure 11mila euro via e mail. ciao Nemesy
[Flab] Per quanti volessero
leggere altre spassose recensioni a cura dei ragazzi dei Flab sulle loro [dis]avventure
live, le può trovare nel sito www.flab.3go.it
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