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Biografia
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La
band nasce a Sassari nel settembre del 2000 su iniziativa di
Cristiano, bassista, e Leonardo, batterista, ispirati
rispettivamente dai R.A.T.M. e dai Korn. Più avanti si
aggiunge Stefano, chitarrista, formatosi ascoltando i Clash.
Quello il nucleo originario del gruppo e quelli i modelli di
isprirazione. Tutti e tre hanno esperienza passate e da molto
tempo: Cristiano con i NxN, Leonardo con gli Acrimonia,
Stefano chitarrista ritmico in alcuni concerti con i P.S.A..
Al bando le cover, la band inizia da subito a comporre musica
e testi nonostante l'assenza di un cantante solista. Dopo una
breve esperienza con Gianni, attuale frontman degli Ariabàscia,
qualche mese dopo arriva Samuele, un rapper, ex Matrice Sarda
e nascono i
RANCURA. A dicembre 2001 il repertorio è adeguato ed il
gruppo si esibisce dal vivo per la prima volta all'Airport di
Ossi. Nel mese di luglio 2002 finiscono di registrare il primo
lavoro in studio: un miniCd dal titolo "...Ma...i
marziani...", completamente autoprodotto.
Contiene sei tracce. Subito dopo Samuele lascia e per la band
passano quattro mesi di quasi totale inattività. L'unico
impegno è la partecipazione alla compilation
"Esplosione Rock 2003" curata dalla Boomerang
Records di Livorno. Per sopperire alla mancanza di un
vocalist, Stefano si cimenta in un inconsueto
duetto con Marco Marini, voce e chitarra dei Doggo, preso in
prestito per l'occasione. Nonostante i giudizi sulla capacità
compositiva del gruppo siano tutto sommato positivi il
risultato finale si dimostra al di sotto delle aspettative.
All'inizio del 2003 Adriano sostituisce Samuele e dopo altri
tre mesi la
band riprende la sua attività "live" con la
partecipazione al "The Clash tribute day" rassegna
musicale in ricordo di Joe Strummer. Nell'estate di quell'anno
la musica dei Rancura varca l'Atlantico. Il brano
"Guarda..." è regolarmente in onda nell'ambito
della trasmissione "Voci d'Italia" curata dalla
RadioTv U.N.I.VAL.I. - Canal 17 di Itajaì, cittadina dello
stato federato del Santa Catarina, nel sud del Brasile.
E la storia continua. |