| .::RECENSIONE::.
Ecco
a voi i CREATION D. che, direttamente da Olbia, presentano la loro
seconda opera, il mini cd “BLACK”, costituito da sei pezzi molto
interessanti. Il combo, composto da quattro ragazzi grintosi e con
voglia di fare, propone un death metal devo dire di ottima fattura,
suonato più che discretamente, che ingloba in se alcuni tratti
black metal e thrash. Anche la produzione è molto buona se
pensiamo al fatto che si tratta sempre di una band emergente.
Sottolineo subito il buon lavoro svolto dai tre musicisti,
rispettivamente Giancarlo Putzu alle chitarre, Giambattista Scintu
alla batteria e Andrea Rossi al basso, precisissimi
nell’esecuzione dei brani, ai cui il gutturale growl del singer
Enzo Desini dona un’atmosfera e un sapore spiccatamente death.
Il
cd si apre con “THE END OF HUMANKIND”, pezzo mid-temp che
dopo un aggressivo preludio esplode in un accorato riffing melodico
in cui la voce sembra quasi ricordare i Children Of Bodom. Si
ritorna poi alla sofferta cavalcata iniziale, cui segue un breve
assolo direi slayeriano che conclude il brano.
“SILENCE”,
track seguente dalle caratteristiche Bolt Throweriane, sussegue ad
un roccioso riff stoppato, un terzinato, che a mio avviso, avrebbe
bisogno di più spinta, più grinta, forse per non spezzare la
sensazione di forza e impeto del precedente giro. Si passa ad un
ritornello che mi rimane ancora in testa. Un intermezzo attira la
mia attenzione in “Silence”: di ottimo ascolto per gli
estimatori di Moonspell, Opeth, etc.
Ecco
la title-track dell’album, “BLACK”, la cui introduzione
è di chiara matrice Sepultura, richiamata poi lungo tutto il suo
corso. Questo è il brano che maggiormente risente di varie
influenze, dalla velocità del black, alla chiusura che
richiama l’attitudine slayeriana. Ottimo lo screaming vocale nei
fraseggi più veloci del pezzo che, a dispetto di molti altri
cantati black, è ascoltabilissimo!
La
quarta canzone, intitolata “LIFE”, è un aggressivo
riffing terzinato il cui ascolto mi rimanda ad una situazione di
conflitto all’interno del quale lottare tra la vita e la morte. La
sensazione è quella poi della vittoria e quindi della vita. Il
finale è come una corsa per fuggire dalla consapevolezza che il
nemico è sempre in agguato, pronto a sfruttare una minima
indecisione.
“KINGDOM
OF ICE” è una vera mitragliata alla Bolt Thrower, ove
spiccano tutte le qualità dei musicisti, soprattutto del drummer
che non sbaglia un colpo.
Il
mini-cd chiude il suo corso con “DARK PRAYER”, brano di
puro black metal, caratterizzato dai passaggi vocali dalla caverna
del growl allo screaming squarciagola, alla Die Apochaliptcke Reiter.
Le chitarre e il basso sono un unico lacerante suono, il tutto
supportato da una batteria velocissima.
Veramente
un ottimo lavoro questo dei Creation D. che non lasceranno di certo
delusi gli appassionati del genere. Ottima prova tecnica del
quartetto che arricchisce ancor più la proficua realtà underground
sarda.
PPA
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