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TITOLO "Rises The Black Moon From The Northern Sky" - "Anno Sathanas"
GRUPPO Disasters - Arcanae Legioniis
GENERE Black Metal
USCITO IL 1996 - 1999
PRODUZIONE  
TRACKLIST

Disasters

01. armageddon

02. rises the black moon...

03. per noi

04. the revenge of the great emperor

 

Arcanae Legioniis

01. castle hymn

02. anno sathanas

03. hymn to the wood

04. immane barathrum abissy

05. obscure victory

06. to walk the infernal fields (darkthrone cover)

ARTWORK

 

ARCANAE LEGIONIS

Questo gruppo nasce come progetto individuale di Loitan dei Disasters, il quale nel cd suona tutti gli strumenti mentre la voce è affidata al buon Daevon. La formazione nasce nel 1995 con altri strumentisti e dal 1999 il progetto è completamente nelle mani di Loitan. La qualità della registrazione discreta, soprattutto perchè tutti gli strumenti sono ben presenti e la batteria ha dei suoni decenti. I brani appaiono ben suonati e ben composti. Il demoCD si apre con "Castle Hymn" brano che salvo l'intro, appare tipicamente black metal. L'assolo di questa traccia è molto melodico e tipicamente heavy, varie venature heavy tra l'altro si riscontrano anche in altri riffs del cd. "Hymn To The Wood" inizia con un bel riff acustico, nel quale ben si inserisce una parte solista molto azzeccata; la canzone poi sfocia in una serie di riff distorti e rapidi che vengono intervallati da altri più acustici tristi e melodici. L'alternanza va avanti fino alla fine della canzone che appare misteriosa e molto intima nel suo complesso. Il terzo brano si intitola "Immane Barathrum Abbissy", si apre con il solito tappettone di chitarre unisone per poi seguire una struttura molto lineare e ben collaudata. La quarta traccia è la peggiore del disco per via di un riff portante che è strutturalmente e armonicamente meglio adatto ad un pezzo punk che ad uno black metal! Per il resto la canzone segue salvo il suddetto riff, la struttura e la linea delle altre. Verso la metà del brano le chitarre si libero ancora una volta della distorsione e impostano un fraseggio che ha molto degli arpeggi suonati da gruppi deathmelodici svedesi. Una volta riaccesa la distorsione il brano ripete fino a sfumare chiudendo questo brano. Dopo il classico pezzo black qual'è Obscure Victory, l'ultima traccia è una cover dei DarkThrone che a parte l'esecuzione discreta presenta una distorsione diversa e un mixing sicuramente migliore. Il progetto è sicuramente interessante e ben suonato, molto diverso dai più recenti lavori fatti da Loitan nei Disasters

 

DISASTERS

La prima traccia "Armageddon" nel complesso ha un'andatura sempre cadenzata, il difetto sta nell'eccessiva lunghezza e ripetitività dei cambi. I suoni delle chitarre appaiono non graffianti ma particolarmente cupi, adeguatissimi a mio avviso; compaiono nelle parti più melodiche anche delle efficaci tastiere. Il secondo brano nonchè titletrack, inizia con un arpeggio troppo simile a The Call Of Chtulu dei Metallica, il resto della canzone continua con la solita melodicità che caratterizza tutto il cd, con riff classici e cavalcanti. Il terzo brano si intitola "Per Noi"  è uno strano mix di elementi black-thrash e risulta una personale (e comica) revisitazione di "Per Elisa" di Beethoven. A discapito del titolo, non presenta nessuna parte cantata ne in italiano ne in nessuna lingua! Segue "The Revenge Of The Great Emperor" che mixa sempre arpeggi classici a parti distorte. La canzone appare inizialmente una sorta di ballads, con chitarre melodiche lente e armonizzate rinforzate dalla presenza appena udibile di una tastiera, scelta azzeccatissima; una piccola opera che unisce una lunga serie di riff. Dopo l'intro un piccolo pezzo di basso introduce quella che è la canzone vera e propria, abbastanza diversa melodicamente dall'intro stesso. Anche qua si sentono inserimenti di tastiera sotto dei lenti riff cavalcati e ciò rende la canzone un po originale. La cosa meglio riuscita ai Disasters è di saper fondere il black con altri generi e partiture melodiche che non sono molto adottate black in generale. Etichettare come black questa fase della vita del gruppo è sicuramente riduttivo perchè si notano chiaramente influenze GOTHIC e DOOM di chiarissima matrice italiana. Questo può piacere o meno, a seconda dei gusti... i riff possono sembrare originalissimi oppure addiritura fuori tema o fuori genere a seconda di chi li ascolta. Non aspettatevi certametne un disco aggressivo ed estremo, tutt'altro risulta essere un mix di heavy-goth-doom-black metal. L'ascolto è consigliato a tutti e il giudizio su questo disco è assolutamente soggettivo, ma per la varietà dei brani e la loro apertura melodica è adatto ai più disparati e curiosi ascoltatori.

SKAZZIO

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