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Ho fra le mani il primo
full-lenght della band sassarese degli Screaming Shadows che si
presenta alla vista già come un lavoro professionale, con booklet
in carta fotografica e bollino SIAE . Mi metto subito all’ascolto.
“Leave Us Here”,
che apre il full-lenght, è una vera ballata heavy metal di chiara
matrice maideniana soprattutto nelle parti più melodiche del brano
in cui si alternano alle chitarre i tecnicissimi Francesco Marras e
Andrea Giribaldi. Di ottima fattura e solidità la base ritmica che
non eccede in patterns inutili e con passaggi in doppia cassa che
danno al brano una spinta power. A mio avviso la parte centrale del
pezzo, dedicata al drum solo andrebbe accorciata per rendere più
scorrevole l’ascolto. Buone le linee vocali.
Il quintetto con “Eyes Of
The Night” presenta
un bel brano power, in cui sono presenti tutte le capacità canore
di Shade, che mostra molta tecnica e che alterna toni bassi a toni
altissimi alla Rob Halford. Ottima la linea melodica centrale delle
chitarre che ricorda passaggi rhapsodiani. Sezione ritmica
impeccabile.
Gradevolissimo alle mie
orecchie il riffing d’apertura di “Come Inside” che
costituisce il tema centrale del brano: un bel sincopato lento e
pesante. Calante in alcune parti la prova del singer, ma tuttavia il
pezzo nel complesso non risente di questo fattore. Si odono nella
parte finale alcune tastiere di sottofondo che rientrano
perfettamente nel mix del pezzo.
Un buon ritornello
caratterizza “I Want You To Burn” nel quale i cori risaltano una
certa maturità nel song-writing delle linee vocali. Anche qui il
brano presenta un’apertura sincopata di mio gusto. Belle ed epiche
le parti centrali del pezzo caratterizzate delle onnipresenti
melodie di chitarra di ottima fattura e incisiva la chiusura del
brano con dei buoni patterns del drummer.
Il sentimento fa da padrone
alla seguente”Dark Shadows”. Malinconia ma nello stesso tempo
voglia di reagire: ecco il cuore del brano.
Ancora le chitarre colpiscono
la mia fantasia in “Another War Cry”, le quali mi proiettano in
un mondo parallelo medievale grazie ad una spiccata vena melodica.
Si passa velocemente al brano
“Pain and Tears” nel quale i cinque musicisti ritornano alla
classica ballata anche se con toni un pò più cupi che nei brani
precedenti. Essenziale e compatta la base ritmica con un basso e una
batteria ben incisivi e mai esagerati.
Suadente “I ll Find My
Freedom” che a livello compositivo mi pare una della più mature.
Belle linee vocali, belle melodie, stacchi impeccabili e ottimi
assoli: puro heavy metal. Secondo me la canzone più bella nel
complesso di Behind The Mask.
Stupisce le mie orecchie il
growl vocale che accompagna le alte frequenze del singer presente in
“Voices”, brano power abbastanza cattivo, dove si alternano
alcuni unisoni e in cui Doro mostra la sua conoscenza del basso. La
particolarità delle due voci presenti nel brano (ricordo alternanza
growl e vocalizzi alti) mi fa pensare al conflitto eterno fra il
Bene e il Male e alla malizia di quest’ultimo che si trova
presente in ogni angolo della realtà e che minaccia continuamente
l’animo umano (sono pazzo!!ndr)!!
Si passa così all’ultimo
pezzo del full, “The Cry Of The King”, brano dai forti richiami
epici e di ottimo ascolto per i defenders del metal melodico anni
’80, grazie all’insostituibile lavoro dei chitarristi e, lo
ribadisco, alla solidità della base ritmica.
Si chiude egregiamente un
buon lavoro che consiglio agli amanti del metal classico per
supportare una band che ha delle qualità da non sottovalutare.
Tuttavia sono curioso di ascoltare un lavoro degli Screaming Shadows,
sempre in studio, con la nuova formazione; infatti sono subentrati
un nuovo batterista e un nuovo cantante.
Alla prossima recensione!
PPA
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