| .::RECENSIONE::.
Mi accingo a recensire una compilation di
musica davvero estrema che contiene gruppi validi e meno validi sia
della nostra scena che di quella nazionale e internazionale. Quello
che più distingue le canzoni è più che altro la qualità delle
registrazioni... che novità... ecco una piccola analisi traccia per
traccia:
La compilation si apre con
"We Are Disasters"dei nostrani Disasters,
della durata di una decina di minuti. La qualità di
registrazione è davvero infima soprattutto per i suoni di chitarra.
Il brano inizia molto simile a For Whom The Bell Tolls dei
Metallica, ma appena più lento, somiglianza che svanisce con
l'inizio del secondo riff. Singolare il suono del basso, molto
saturo e metallico che riempie bene il suono della chitarra, vera
pecca di questo brano. Particolarmente bella la voce del
cantante, grossa, grintosa e rabbiosa. Il pezzo si evolve
rallentando e accelerando più volte, fino a giungere ad un assolo
penalizzato dai suoni e da un'esecuzione un po grossolana.
Sicuramente se il brano avesse avuto suoni più curati sarebbe
risultato più gradevole e facile da ascoltare; il genere suonato
risulta alle mie orecchie più vicino al thrash che al black
indicato nella biografia.
Si passa così a "Seeds Of
Torment" degli Slugathor,
formazione finlandese che ci propone un brutal death suonato davvero
bene e con grande attitudine. La qualità della registrazione è
buona anche se il volume della voce è inferiore agli altri
strumenti. Il muro sonoro creato dalla band è impressionante,
chitarre grossissime e cupe accordate molto basse, voce bassissima
ed infernale. Il lavoro di batteria è ineccepibile, vario e mai
prolisso nell'accompagnare i riff potentissimi messi in piedi dalle
chitarre. Il pezzo è scorrevole e diretto ha un suo punto di
massima potenza verso metà canzone dove in un mid-tempo spaccaossa
prepara l'assuono finale dell'outro, mera valanga di incontrollata
potenza...
Il terzo brano è suonato dagli
oristanesi Nekrophagus,
ottima realtà death metal che meriterebbe più notorietà anche
solo nella nostra scena. il brano, intitolato "Screams From
Cemetery" è veloce e fulminante, accompagnato da una batteria
che lavora in maniera aliena! Grande precisione di tutti i membri
nell'esecuzione dei riff rapidissimi e taglienti, senza compromessi
o inutili preziosismi. La voce nella prima "strofa" è
ancora una volta bassa e gutturale. Verso metà brano la canzone si
evolve rapidamente in un thrash vecchio stampo accompagnato da una
linea vocale in scream e dalla solita batteria impeccabilmente
precisa. Il pezzo dura poco meno di 3 minuti, quanto basta ai
ragazzi oristanesi per distruggere e stupire.
Arriva il turno dei sassaresi Valpurga,
altra black metal band. I suoni sono negli standard del genere,
tranne per la batteria elettronica le cui sonorità non possono
essere certo equiparate a quelle che si avrebbero avute con un
essere umano dietro le pelli... Il cantato di "Condanna a
Morte" è (..ovviamente) in italiano, graffiante e ossessivo
quanto basta. Il pezzo dura poco meno di sette minuti, durante i
quali si evolve sotto più sfaccettature, senza mai calare di
velocità ed intensità. Un buon lavoro black, aspettiamo con
curiosità ascoltare i tre Valpurga affiancati da un vero
batterista, che è l'unica cosa che manca al gruppo per raggiungere
un sound più pulito e personale.
Seguono gli Exsecratum,
dei quali non posseggo particolari informazioni a parte la loro
italianità, che propongono thrash metal e che il titolo del brano
presente nel cd è "Northern Supremacy". Tale brano
risulta molto più vicino al black, con suoni e arrangiamenti che
per niente si discostano dai canoni adottati dalle altre band black
della compilation. Finalmente una registrazione che da al cantato
l'importanza che gli spetta! La canzone, infatti, sebbene non appare
molto originale o discostante dai classici canoni old-black risulta
di facile e immediata orecchiabilità. La formazione ha sicuramente
un grande pregio: riesce a ispirare grande malvagità sin dal primo
ascolto, e non è una cosa trascurabile visto il genere proposto!
Sesta traccia affidata ai Birkenau,
titolo "Martyrdome". I romani propongono un thrash
micidiale e mi chiedo come kazzo fanno certi gruppi a rimanere
nell'underground! Suoni professionali, esecuzione impeccabile. Il
pezzo è molto veloce e accompagnato da un lavoro di batteria
eccezionale e dai suoni stupendi in particolare quello della cassa
(spero nn sia elettronica perchè ci rimarrei davvero male!)... la
maturità dei musicisti consente al gruppo di suonare con grande
disinvoltura riff micidiali che si stoppano improvvisamente per poi
ripartire subito a mitragliando e distruggndo tutto quanto si
trovano davanti. La canzone dura appena 2.56 minuti, alla fine dei
quali l'unica la prima parola che ho pronunciato prima di iniziare a
recensire è stata un: "minchia...".
Il settimo brano è "Nel
Nome Del Padre" dei cagliaritani Abiura,
formazione death metal che è una delle migliori realtà della
musica estrema della nostra isola. Il brano apre con una straziata
voce femminile che urla "mio dio perchè ci hai
abbandonati" e poi partono le chitarre dal suono molto
tagliente; peccato per l'eccessivo livello di riverbero usato in
fase di registrazione, altra pecca poi è il suono del rullante,
troppo "soffocato" dal resto degli strumenti. Il brano è
un'alternanza di frasi veloci e lente, molto cattive nel complesso
ma senza nascondere alcune sfumature melodiche (nel senso tecnico
del termine) nei principali riff della canzone. 2.26 minuti son
pochi, ma basteranno per convincervi sulle capacità di questo
gruppo.
"Hymn To The Wood" è
il brano dei sassaresi Arcanae
Legioniis. Bel brano death-black metal, vario e ben
suonato. Anche la registrazione non è male, i volumi sono ben
bilanciati, forse il suono della batteria non è stupendo, ma credo
dipenda dal tipo di batteria usata e non dal lavoro fatto in fase di
mixaggio. La canzone è ben strutturata, a chi piaciono gli
Hypocrisy non può certamente dispiacere viste le atmosfere evocate.
Arriva il turno dei Waffen
SS, ragazzi di Guasila (CA). Titolo del brano"March
For The Sacral War". L'intro di questa traccia è molto
azzeccato, si nota molto però il distacco dai suoni campionati
(dell'intro appunto) e quelli degli strumenti; la chitarra è
infatti un po troppo zanzarosa... Il brano nel suo complesso è il
più originale dell'intera compilation, davvero vario e ben suonato.
Il lavoro delle chitarre in particolare segue linee molto classiche,
ricalcando il lavoro che farebbe la mano sinistra di un suonatore di
organo, il cantante canta bene senza mai sovrastare i pezzi dove
sono gli strumenti a richiedere la maggiore importanza. Inaspettati
e di buon gusto i cori "malefici" impostati verso la fine
del brano. Con una registrazione più professionale il tutto sarebbe
stato davvero perfetto.
"War Spirit" è il
brano proposto dai blackster di Portoscuso (CA) Pagan
Warrior 88... la registrazione di voce e chitarre non
è neanche tanto male... la betteria MIDI invece è composta di 3-4
loop noiosissimi il primo dei quali prosegue ininterrotamente nei
primi 3 minuti dei 5.30 dell'intera traccia... un breve cambio a metà
canzone è la cosa meno peggio di tutto il pezzo... che non mi ha
colpito in nulla...
"Pachad's Traum" è il
brano proposto dai blackster napoletani Triumphator.
Dopo un bravissimo intro irrompono gli strumenti e anche la voce,
pecca della canzone per via dell'eccessivo delay applicato in fase
di filtraggio. Il gruppo propone comunque una valido mix di
note velocissima e opprimenti. Azzeccatissima l'idea di inserire da
metà brano in poi vari campionamenti di una lotta spada contro
spada. Come accennato anche in questo brano la registrazione è
l'ostacolo più grande che si oppone tra il gruppo e l'ascoltatore,
ma se si tiene presente che si tratta pur sempre di brani
provenienti dalla scena underground, è logico che l'impatto e
l'originalità sono i fattori che più devono essere premiati. E i
napoletani hanno una discreta dose di entrambi i fattori.
Penultima traccia occupata da i The
Second Coming, altra formazione black metal italiana.
Grande attitudine dimostrata dai ragazzi che sanno ben fondere riffs
velocissimi in puro stile black e passaggi appena più melodici e
armonizzati. Immancabili gli stacchi dissonanti che da sempre hanno
tanto successo nei gruppi black. La voce è davvero distruttiva, mai
in ombra nei confronti degli altri strumenti, i quali tessono una
fittissima trama di note. Titolo del brano: "Re-writing History"
L'ultima traccia della
compilation è occupata Aemeth
di Cagliari. Anche questa formazione mostra di sapersela cavare
quanto le altre death bands presenti nel cd. Il fatto di saper
sfruttare a pieno la presenza di 2 chitarre e 2 cantanti è una
delle armi vincenti del gruppo. La registrazione è ben fatta e il
pezzo è strutturato davvero molto bene, senza forzature. Molto
bello l'assolo, l'unico dell'intero cd che appare non improvvisato e
studiato apposta per inserirsi nel brano senza sconvolgere gli
schemi della canzone. Titolo del brano: "I Will Never Be Like
You".
La compilation ha anche
chiaramente lo scopo di promuovere le bands sarde della scena
Extreme Underground Metal, e proprio in questo cd si nota come se
potessimo anche noi disporre di uno studio di registrazione capace
(e che non faccia prezzi monopolistici per fare una kazzo di demo),
sicuramente le formazioni presenti nel cd e tutte le altre che
pullulano la nostra scena potrebbero valorizzare il loro
instancabile lavoro di songwriting.
Un grazie ad Alessandro della
Tenebrarum Zine (vedi sezione links) per avermi dato una copia del
cd.
x
informazioni
Alessandro
Peralta
via
IV novembre 53 - 07100 Sassari Italy
alessandro.peralta@tiscalinet.it
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